04 ott 2016

CROSTATA AI LAMPONI E CIOCCOLATO (VEGAN)

Questa è una crostata speciale in cui ancora una volta l'accoppiata lamponi-cioccolato si dimostra vincente. Ci piace moltissimo, e nonostante non siamo vegani la preparo molto spesso su richiesta di marito, figlia e amici.

INGREDIENTI
Per la pasta frolla:
200 g di farina tipo 2
50 g di fecola di patate
60 g di acqua
60 g di olio di semi di girasole o di mais
70 g di zucchero di canna integrale
1 cucchiaino di cremor tartaro e 1 di bicarbonato (o comunque un cucchiaino di lievito)
Per la farcia:3 cucchiai abbondanti di marmellata di lamponi
160 g di cioccolato fondente al 70%
panna vegetale qb

PROCEDIMENTO
Preparare la pasta frolla impastando a mano o con l'aiuto di un mixer, stenderla sottile e foderare uno stampo da forno (24 cm di diametro) avendo cura di lasciare un bordo alto circa 1 cm. Bucherellare con una forchetta e infornare a 180° per 20 min.
Quando la pasta frolla sarà pronta e fredda, spalmare la marmellata e preparare la ganache: fondere il cioccolato a pezzetti a bagnomaria, aggiungere panna vegetale fino ad ottenere una crema abbastanza fluida ma non liquida.
Distribuirla sulla torta con l'aiuto di una spatola e riporre in frigorifero.

Nella foto la crema di cioccolato appare molto morbida, perché la torta era rimasta qualche ora fuori dal frigorifero. Io consiglio di mangiarla quando è ancora fredda, perché il cioccolato croccante contribuisce a creare un ottimo contrasto di consistenze.

24 set 2016

RIDERE A CREPAPELLE!


Ci sono tanti albi illustrati buffi, divertenti, simpatici.. Ma non sono molti quelli davvero (DAVVERO) esilaranti!

Tra questi il migliore letto finora resta “Nei guai” di Oliver Jeffers.
 

Siccome non sono riuscita a trovare la versione italiana da nessuna parte,  ho ripiegato su quella inglese -“Stuck”- e mai scelta fu più azzeccata: il testo è semplice, ripetitivo, sempre accompagnato dalle illustrazioni, cosicché
 l’albo si rivela un ottimo strumento per imparare qualche parola di inglese divertendosi.

E’ un libro incredibile: le immagini sono talmente assurde nella loro semplicità da scatenare la risata prima ancora di leggere il racconto. Le espressioni del protagonista, così essenzialmente delineate, sono impagabili.
 

“Tutto cominciò quando l’aquilone di Floyd rimase incastrato su un albero”. Come tirarlo giù?

 
Attorno a questo dilemma si sviluppa la situazione comica: un crescendo di esagerazioni e di paradossi che, data la banalità della premessa, risultano ancora più efficaci e incisivi.
Per recuperare l’aquilone, il piccolo protagonista prova a lanciare le proprie scarpe sull’albero, una dietro l’altra, ma entrambe restano impigliate.
E va bene, niente panico: è la volta di Mitch… il gatto. Un gatto su un albero, figurarsi se riesce a scendere.


Il bambino comincia a innervosirsi, e finalmente va a prendere una scala.
Durante la prima lettura mia figlia si era convinta che la soluzione fosse a portata di mano e che la storia stesse già volgendo al termine. E’ rimasta sbalordita quando, girando pagina, si è resa conto delle reali intenzioni di Floyd:
“Ma doveva salirci!” ha gridato incredula “Non doveva tirarla”! Comincia qui il vortice della risata.
 
Anche la scala ovviamente resta incastrata, e il problema comincia a farsi serio. Il piccolo Floyd procede imperterrito: nel giro di qualche pagina subiscono lo stesso trattamento animali, persone e oggetti di dimensioni crescenti, tra cui una porta, un lattaio, un orango tango, una nave e una tenerissima balena curiosa che si era trovata “nel posto sbagliato al momento sbagliato”.
 

Finisce sull’albero anche una casa. Mica la sua: quella che stava dall’altra parte della strada, completa di vicina minacciosa affacciata alla finestra.


Giunge sul posto una camionetta dei pompieri, e ancora una volta la faccenda pare doversi risolvere definitivamente. I vigili del fuoco in effetti si offrono di aiutare Floyd, ma lui ormai è come alienato: lancia tutto TUTTO quello che gli capita a tiro! Riuscite a immaginare che fine faranno i pompieri e la loro camionetta?

Il ritmo non cala, e persino le ultime pagine regalano chicche indimenticabili.
A un certo punto l’espressione del piccolo protagonista diventa trionfale, e sulla sua testa compare la classica, fumettistica lampadina accesa: Floyd ha avuto un’illuminazione, un'idea...
Ed ecco il colpo da maestro: anche la lampadina viene afferrata e lanciata insieme a tutto il resto! Pazzesco e disarmante!!!

 
Dopo una trovata fulminante come questa, arriva il momento di chiudere in bellezza: Floyd lancia sull’albero un ultimo, piccolo oggetto che si rivela essere la famosa goccia che fa traboccare il vaso. L’aquilone infine cade.

Floyd, soddisfatto, riprende a giocare spensierato.

Soltanto… quella sera… Avrebbe giurato…  aveva la sensazione… come di aver dimenticato qualcosa. ;)  


Oliver Jeffers
Ed. zoolibri
 
 

15 mag 2016

PROVENZA, i luoghi comuni

Ho deciso che questo blog non avrà un indirizzo specifico: amo scrivere, ho tante passioni, e sono troppo pigra per curare blog diversi divisi per tematica.
Questa pagina sarà una sorta di diario, un diario "buono per i sensi", dove il buono sta nel cibo, ma anche nella lettura, nei sogni di viaggio e nelle trasferte reali.

Tanto per cominciare, quest'anno ritorneremo nel sud della Francia, dove l'anno scorso abbiamo lasciato il cuore: piccoli villaggi arroccati immersi nel verde, rocce e foreste, castelli, mura, una luce meravigliosa, un vento rigenerante, arte in ogni angolo, tanta storia, scorci mozzafiato, miti e leggende, cavalli bianchi e fenicotteri rosa. Una varietà di paesaggi e panorami di cui godere (mare, montagna, lago, fiume, campagna, foresta, città...)Profumi di sapone di Marsiglia e di lavanda, mercati ovunque.



Mercati veri, dal produttore al consumatore. Chi vende olive, chi frutti rossi, chi prodotti caseari o piccole creazioni artigianali.
Frutti e verdure sono succulenti, profumatissimi, polposi. Del resto il sole e il vento svolgono alla perfezione il proprio lavoro. Noi ce ne siamo resi conto nel giro di qualche ora: dopo aver trascorso la giornata lasciandoci accarezzare la pelle dal Mistral, ci siamo ritrovati la sera abbrustoliti dal sole senza che avessimo neppure pensato a spalmarci la protezione.
Ecco, a tal proposito, un piccolo appunto sul clima: quando a maggio dell'anno scorso qui pioveva tanto da causare esondazioni, là splendeva il sole... Mi ha sorpresa trovare sul letto una coperta di lana. In effetti, durante la notte, la coperta si è rivelata più che necessaria, e la mattina successiva siamo usciti di casa imbacuccati di tutto punto. A mezzogiorno naturalmente soffocavamo.
Insomma che a maggio, nel sud della Francia, vale la pena di vestirsi a cipolla di giorno e di portarsi un pigiamone antispiffero per la notte.

Il borgo che ci ha ospitati è delizioso.
Ci sono panifici e pasticcerie ad ogni angolo. Tantissimi piccoli negozietti di piccoli produttori, boutiques e ateliers. Tutto al dettaglio. La libreria è un gioiellino. Il supermercato, in centro paese, è grande come casa mia, probabilmente un po' di meno. Si gira in bicicletta, i negozi aprono tardi e chiudono presto. Non è un posto per tutti. Non è un posto per chi ama la vita frenetica, per esempio, non è un posto adatto alla vita notturna. Che io sappia, dove abbiamo soggiornato noi non c'è nemmeno una discoteca, nemmeno un fast-food. Saranno nei circondari? Beh, buona ricerca. Tra un borgo e l'altro ci sono chilometri di "nulla".
Avete presente il film "Un'ottima annata"? la ripresa dall'alto con la nano-macchina di Max/Russel dispersa tra colline e vigneti? Ecco, così. C'è un caratteristico localino di musica Jazz dal vivo, volendo.

Scena dal film "un'ottima annata"


E comunque, a proposito del film, Chateau la Siroque esiste davvero, solo che ha un altro nome. Esiste anche il vino citato nel libro di Mayle e di conseguenza nel film di Ridley Scott, il Coin Perdu. La tenuta è effettivamente splendida, la proprietaria gentile e disponibile, i vini rinomati, e di mio posso dire che il rosato è davvero (davvero davvero) meraviglioso.



L'anno scorso avevamo soggiornato in una villetta col giardino, quest'anno saremo in appartamento e ci fermeremo qualche giorno di più. Affittando case abbiamo trovato la nostra dimensione di vacanza, quella davvero adatta a noi e alla nostra idea di relax. Siamo alla nostra quarta esperienza.
"Parlare" una lingua diversa ci ha fatto vivere un'atmosfera esotica nonostante ci trovassimo a un passo da casa. Io ho rispolverato un po' del mio francese e me la sono cavata bene, perché per quanto non ricordassi tanti vocaboli e mi esprimessi a fatica, ero in grado di capire le indicazioni che mi venivano date. Mi divertivo come una matta a mandare avanti mio marito alle bancarelle o nei negozi, e a guardarlo gesticolare tra una parola di dialetto e un'altra di francese maccheronico. E' stata un'esperienza esilarante assolutamente da ripetere.
L'anno scorso l'appartamento apparteneva a una coppia che abitava ben lontano, e che dunque non abbiamo mai incontrato (le chiavi le abbiamo trovate in un punto accordato in precedenza). Quest'anno il padrone di casa abita in paese, e non vedo l'ora di assistere a un colloquio tra lui e mio marito. Figlia ha imparato la frase tattica: "bonjour, trois baguettes et trois croissants, s'il vous plait". Stavolta la manderò sicuramente al banco della frutta e vediamo come se la cava.


il "nostro"giardino

Cadesse il mondo, nessuno potrà impedirmi di seguire le tracce del mio amato Van Gogh. L'anno scorso s'è un po' glissato, in favore di mete più naturalistiche, ma quest'anno voglio mettermi lì, dove è stato seduto lui, ed emozionarmi all'idea che entrambi abbiamo guardato lo stesso panorama fermi nello stesso metro quadrato. Mi mancano la sua tela, i suoi colori e il suo talento -chessaràmai- però posso guardare ciò che vedeva lui, e posso coglierlo attraverso i suoi occhi ogni volta che guardo un suo dipinto.


I prezzi... mah. Non posso parlare della Francia in generale, ma limitandomi all'angolo di Provenza che abbiamo girato noi, credo di poter dire che chi parla di prezzi alti probabilmente si basa sul costo del caffè, del gelato e della pizza. In effetti noi abbiamo rinunciato al caffè al bar a partire dal secondo giorno, dopo esserci fatti andare di traverso quello del giorno prima: 2,50€. Tienitelo. Manco è buono.
Le pizze, eh le pizze: una margherita in un chioschetto mobile a bordo strada costa 9,50€. Se te la vuoi mangiare seduto al ristorante, i prezzi balzano anche a 13 euro. Due palline di gelato? si arriva tranquillamente a 5 euro. Certo che fare i conti basandosi su una serata in pizzeria è sconvolgente: una margherita, due palline di gelato, un caffè per favore. Paghi qualcosa come 30 euro a testa, e ti credo che poi resti traumatizzato.
Mi verrebbe da precisare, però, che se vai in Francia per mangiare italiano, questi prezzi un po' te li meriti. Te lo scrivono pure: "gelato italiano". Come minimo gli dovrai pagare la benzina, no? :p
Noi siamo andati al ristorante in un paio d'occasioni, spendendo 44 euro in 3 (2+1 bambino),  e abbiamo mangiato bene e in dosi generose. La nouvelle cuisine non ti insegue, non ti perseguita: basta fare un giretto su TripAdvisor (o chi per esso) per evitare i luoghi cari che servono porzioni ridotte, e in ogni caso i ristoranti espongono la carta esattamente come da noi. Da amante della buona cucina sono attratta e incuriosita dalla nouvelle cuisine, d'altro canto credo sia più diffusa nelle città: la Provenza assomiglia moltissimo alla nostra Toscana. C'è molto verde, ci sono erbe, spezie, verdure, legumi e olive a gogo. Si consumano soprattutto "piatti poveri" della tradizione contadina. Se prendi una ratatouille quanto puoi spendere? Beh poco, son tutte verdure. Noi abbiamo mangiato tipico e non ci siamo certo svenati.  Hanno il pistou, che è come il nostro pesto. Hanno l'aioli, la tapenade, torte salate di tutti i generi, qualcuna molto semplice con pomodori e erbe provenzali, e poi la famosa fougasse, e una varietà di formaggi che permette davvero di soddisfare i gusti di grandi e piccini. Al mercato c'è di tutto, dal prodotto crudo, al semilavorato, alle pietanze pronte. Qualche specialità gastronomica l'abbiamo comprata dalla nostra boulangère di fiducia e ce la siamo mangiati a casa "nostra" senza cucinare, senza pagare il coperto, senza vestirci eleganti, ma soprattutto con un buonissimo caffè da moka gratis per chiudere in bellezza.

 
La "tarte au citron" per concludere la cena provenzale à la maison

Casa "nostra" in Provenza

I francesi con la puzza sotto il naso? Non ce ne siamo proprio accorti. Chiunque abbiamo incontrato si è sforzato di venirci incontro, di parlare in italiano, o di spiegarci le cose gesticolando quando necessario. Sempre gentili, sempre cordiali, sempre disponibili. Il giorno della Transumanza ci siamo ritrovati in mezzo alla folla senza avere la minima idea di cosa stesse accadendo. Abbiamo chiesto informazioni a un residente, ed è stato magnifico -e anche un po' buffo- guardarlo mentre cercava di spiegarci che di lì a poco sarebbero passate migliaia di pecore accompagnate da pastori e pastorelli in costume tradizionale, insieme ad antichi calessi trainati dagli asini.

Cos'altro si dice della Francia?
Quello che so io è che una famiglia in vacanza ci si troverà benissimo, senza dubbio. Almeno qui, almeno nel Sud, in quell'angolino incantato che è la Provenza.


Croissant a colazione
 

Il "nostro" giardino




30 apr 2016

PROVENZA FAMILY FRIENDLY, IDEE PER UNA VACANZA IN FAMIGLIA

"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi."
Marcel Proust


Sulla strada per Bonnieux

Viaggiare, per noi, significa scoprire, conoscere, imparare, crescere.

La nostra prima vera vacanza in famiglia è stata quella dell'anno scorso, in Provenza.
La bambina aveva ormai compiuto 3 anni, e ha potuto viversela pienamente, con grande partecipazione ed entusiasmo.
Siamo partiti a fine maggio: un clima magnifico, tanto da consentirci di fare qualche bagno in mare. Il mistral soffiava fresco e corroborante, mai un giorno di pioggia, aria pulitissima e luce vivida.
Certo, la Provenza è splendida a luglio, con la lavanda in fiore, però a maggio si trovano pochissimi turisti, non si fanno code, e si gode comunque di uno spettacolo che lascia senza parole.

Il sentiero delle ocre di Roussillon
Les Baux de Provence

E' stata una vacanza riuscitissima, che ha soddisfatto le esigenze di ognuno di noi (tanta natura per la bambina, arte e musei per me, enogastronomia e storia per il marito)... Del resto sono moltissime le iniziative del territorio volte ad accogliere e intrattenere le famiglie.

Ecco alcuni degli accorgimenti che ci sono stati utili per goderci la villeggiatura in famiglia:


Una buona organizzazione. Il web offre numerosi spunti, e suggerisce itinerari stilati per aree di interesse (naturalistico? culturale? sportivo? enogastronomico?).
Noi abbiamo cercato di diversificare e bilanciare il nostro percorso in modo da farci un'idea abbastanza completa della Provenza: dopo aver selezionato e inserito nella mappa le nostre mete favorite, abbiamo stabilito dove ci convenisse soggiornare in modo da ritrovarci più o meno al centro dell'area prescelta.
Un giro sui siti turistici delle varie località ci ha permesso di reperire e stampare i cenni storici, i punti d'interesse, e le iniziative dedicate ai piccoli: istruttive cacce al tesoro che conducono  attraverso i luoghi più affascinanti e inaspettati, percorsi all'aria aperta sulle tracce dei grandi artisti, trenini turistici, boschi fatati, musei dedicati ai giocattoli, escursioni in bicicletta, parchi, mulini...

Informarsi in anticipo permette di non sottrarre tempo al divertimento e al relax vacanziero, di conoscere tutte le possibilità a disposizione, e di farsi un'idea delle spese da sostenere per l'ingresso alle attrazioni.


L'abbazia di Senanque da un'angolazione insolita.

Stimolare la curiosità, introdurre gli argomenti. Perché non fare un giro in biblioteca per reperire libri che incuriosiscano i bambini introducendo i temi della vacanza? In Provenza, per esempio, sono passati artisti come Van Gogh, Cézanne, Chagall, Gauguin: esistono magnifici albi illustrati per l'infanzia che raccontano la storia di ognuno di loro.
E se fosse in programma la visita a un castello? Ci sono libri specifici con finestrelle, pop-up e descrizioni incantevoli. E poi si sa, le storie di principesse e cavalieri riscuotono sempre grande successo.
O ancora, perché non provare a consultare insieme una mappa?

Les Baux de Provence

In appartamento. Per qualcuno soggiornare in appartamento equivale a dover sgobbare anche in vacanza, per noi significa totale libertà di movimento.
Passare la scopa e lavare i piatti una volta al giorno non ci è stato di peso; avere la lavatrice a disposizione, quando con un bambino si rischia di ricorrere a 2 o 3 cambi quotidiani , è stato un gran sollievo.
Facevamo spesso colazione in giardino o acquistavamo i croissants appena sfornati in panificio, trascorrevamo fuori il resto della giornata e poi decidevamo se cenare al ristorante o se improvvisare il pasto con i prodotti reperiti al mercato (Provenza: paese che vai, mercato che trovi).
Una sera abbiamo atteso che la bambina si addormentasse per concederci una ricca cena a base di prodotti gastronomici locali, divinamente accompagnata da un vino rosato appena acquistato presso uno splendido Chateau.
Chi ha figli sa quanto siano rigeneranti certi spazi tutti per sé. Tutta l'atmosfera francese, tutta l'intimità di casa.



"La piazzetta della colazione": un angolino delizioso dove ci fermavamo a mangiare i croissants appena sfornati.

Pic-nic e cucina locale. Per noi è categorico: assaporare le specialità e le materie prime tipiche del territorio aiuta a immergercisi totalmente, come respirarne i profumi, e ascoltarne i suoni. I nostri pic-nic erano a base di baguettes, formaggi, verdure e frutti freschi del posto.
Nostra figlia adorava i pranzi sull'erba all'ombra degli alberi, in parchi curatissimi, spesso accanto a un ruscello, o a una fontana... In alcune occasioni ci è capitato di mangiare con tanto di sottofondo musicale, godendo appieno di tutta la bellezza che ci circondava. Impazzivamo per le case con le persiane colorate, per le ruote dei mulini, per il profumo delle crêpes, per i frutteti, gli uliveti e i vigneti a perdita d'occhio. Per quella luce che ha attratto e ispirato tanti artisti.


Saint Remy de Provence, uno dei tanti gruppi che si esibiscono nelle piazze.

I permessi speciali. Qualche strappo alla regola è concesso! Si può andare a letto più tardi, si possono mangiare più dolcetti... Un po' di elasticità aiuterà a mantenere un clima rilassato e sereno, e a rendere ancora più straordinaria l'esperienza della vacanza. Un taglio netto alla routine!

Saint Remy de Provence, giorno di mercato appena sotto casa!

Niente fretta, per nessuno. Va benissimo stendere un programma di viaggio, purché non diventi una morsa. Per lo stress c'è già la vita di tutti i giorni! In vacanza si procede con calma, e se una tappa richiede più tempo del previsto, vorrà dire che si rimanderà la successiva, o che vi si rinuncerà. I bambini trovano sempre mille distrazioni lungo i tragitti a piedi: fiori, foglie, insetti...
Perfetto, quale migliore occasione per crescere insieme? Possono tornare utili gli inventari sulla natura, per scoprire i nomi di ciò che si sta osservando.


Le "Chiare, fresche et dolci acque" di Fontaine de Vaucluse che ispirarono Petrarca

Tragitti divertenti. Per rendere sopportabili i tragitti in auto, è stato inventato di tutto. Tv da poggiatesta, computer per bambini, schede d'attività...
Il vecchio gioco di guardare fuori dal finestrino funziona sempre. Vince chi scova più cani, o più gatti, o più cose di un dato colore... in Provenza è andata forte la conta dei cavalli.


In traghetto sulle acque del Rodano, qui i cavalli Camargue (e i tori) non si contano!

Viva l'arte, meglio se interattiva. Come avevo già accennato, in Provenza non è raro imbattersi in percorsi all'aria aperta che si snodano attraverso il patrimonio storico e culturale che la città ha da offrire. Ad Arles, ma non solo, c'è un itinerario a piedi dedicato a Van Gogh: ad ogni tappa è esposta una copia di un suo dipinto, collocata in modo che alzando lo sguardo ci si trovi di fronte all'immagine reale che l'ha ispirato. E' un modo davvero efficace e divertente per avvicinare i bambini, e non solo, all'arte.
E che dire della cava di Bauxite di Les Baux de Provence? Ci si ritrova totalmente immersi in uno spettacolo d'arte e di musica che cambia tutti gli anni (per tematica o per artista), e che scorre davanti ai propri occhi, sopra le proprie teste, sotto ai propri piedi. Coinvolgente, magnifico. I bambini saltano nei quadri, ci danzano, li inseguono.



Carrières de Lumières  esponeva il Rinascimento italiano. Quest'anno è in programma l'opera di Chagall.
I mezzi di trasporto insoliti. Un trenino turistico in città, una canoa attraverso le gole del Verdon, un traghetto tra le calanques di Cassis o sulle acque del Rodano, un treno a vapore degli inizi del '900 rimesso a nuovo, un calesse tra le paludi della Camargue ... Perché non provare a guardare le cose da un punto di vista insolito? Emozioni garantite.

Les Clanques di Cassis

Guardare il mondo con gli occhi di un bambino. La buona riuscita di una vacanza sta tutta qui, nella capacità di svuotare la mente e di lasciarsi trasportare. Nell'essere aperti al cambiamento, alle scoperte, ai piccoli "fuori programma". Sta nell'elasticità, nella curiosità. Ma soprattutto, nella meraviglia. I bambini sono grandi esperti in questo campo: la sanno addirittura insegnare, la meraviglia. Si sorprendono, si incantano. Ci invitano a fermarci un attimo, a dare valore alle piccole cose, a osservare.
I bambini, ora che ci penso, hanno uno spirito vacanziero per natura, tutti i giorni, tutto l'anno.

Sabbia bianca e fine a Saintes Maries de la Mer


Spiaggia di Cassis

27 apr 2016

GELATI DI FRUTTA AL VOLO!


 
 
Le foto sono scattate col cellulare, e insomma... ne farò di meglio al prossimo giro.
 
Ad ogni modo, se a casa avete il Bimby e volete preparare un buon gelato ipocalorico ma nutriente, queste due "ricettine" fanno per voi.  Non ho pesato gli ingredienti: sono andata ad occhio secondo il mio gusto personale. Ci ho messo le spezie che più mi aggradavano e non ho aggiunto zucchero.
Ne sono usciti dei gelati cremosi e davvero gustosi, perfetti per la merenda dei bambini!!!
 
GELATO ALLA BANANA E MANDORLE
3 banane congelate
una manciata di mandorle o nocciole
zenzero fresco o in polvere a piacere

Tutto nel bimby, velocità 10 fino a quando tutto sarà perfettamente tritato
velocità 7 fino a consistenza desiderata.

GELATO ALLA PERA E NOCCIOLE
4 pere congelate
una manciata di mandorle o nocciole
curcuma a piacere (buono anche lo zafferano, o la cannella..)

Tutto nel bimby, velocità 10 fino a quando tutto sarà perfettamente tritato
velocità 7 fino a consistenza desiderata.