23 apr 2016

Bisognerà -Thierry Lenain

Il mondo fa terrore e meraviglia. Delude e sorprende.
Dipende da quale angolazione lo si guarda, e con quali occhi.
Noi adulti andiamo talmente orgogliosi del nostro sguardo d'insieme che non ci rendiamo conto dell'importanza delle piccole cose, della bellezza che si nasconde in un minuscolo particolare.
I bambini invece hanno occhio per i dettagli, scovano colore ed estro in tutto quel che incontrano.
Quando mia figlia mi fa notare qualcosa a cui non avevo badato, o che avevo assimilato come parte di un insieme, la guardo ammirata ed esclamo: "ma che vista che hai". Però non credo sia qualcosa che abbia a che fare con i sensi, credo che i bambini abbiano la mente più aperta, oltre agli occhi più spalancati.
Sono fortunata: essere madre mi porta a vivere ancora un po' di quelle emozioni che credevo perdute. Guardo di nuovo le nuvole, ci scovo draghi e streghe. Trovo foglie gufo, rami-canna da pesca, sassi-cuore. Resto i quarti d'ora inchiodata ad osservare un'ape al lavoro, e rido di guasto quando un gambo, piegandosi sotto al suo peso, la disarciona. Gioco a nascondino dietro le tende, osservo le stelle, riscopro la gioia di sporcarmi le mani con la vinavil, leggo albi illustrati che mi fanno sognare e commuovere.
Lo devo a mia figlia, tutto questo e molto altro: alla sua fantasia, alla sua creatività, alla sua capacità di trasformare ogni cosa in fonte di meraviglia.

I bambini guardano il mondo con uno sguardo limpido, non ancora sporcato dai pregiudizi, con priorità decisamente diverse dalle nostre. Loro scovano la bellezza e il potenziale in tutto quanto, e sanno goderne. Sanno trovare soluzioni semplici ai problemi, hanno una logica che fa sorridere gli adulti fin troppo consapevoli degli ostacoli, dei "ma" e dei "però" .
Ai bambini è affidato il futuro, e sarebbe un futuro radioso se solo sapessero mantenere quel candore, quella luce dentro di sé.
Avete mai ascoltato un bambino che propone soluzioni? Si resta estasiati, e  imbambolati, commossi, di fronte a tanta dolcezza e a tanta fiducia nell'animo umano. Si resta sorpresi, anche,  perché in fondo hanno ragione loro: fantasia e speranza possono cambiare il mondo.


Ho trovato un libro che mette il candore dei bambini al servizio di un mondo decisamente migliorabile.
Al protagonista non sfuggono le brutture e i disastri di questo pianeta: le ingiustizie e gli orrori feriscono i suoi occhi.
Gli adulti, a volte, dimenticano il valore dell'indignazione e della partecipazione, finiscono per rassegnarsi. Ma il bambino che sa dove guardare, riesce a vedere possibilità e speranza.

 
 

"Bisognerà", suona risoluto, quasi impertinente. Non lascia spazio a discussioni e a perdite di tempo.
E' un titolo che sembra un po' una presa di posizione derivante dalle riflessioni raccolte nel libro, valutazioni necessarie per prendere una decisione importantissima.
 



Il richiamo della vita è potente. Vale la pena di esserci, nonostante tutto. Perché c'è anche tanta bellezza nel mondo e nelle persone, e perché se c'è qualcosa da migliorare, ognuno possa dare il proprio contributo.
Il bambino del libro, dopo tutte le analisi del caso, ce lo dimostra coraggiosamente, scegliendo di nascere.



Bisognerà, di Thierry Lenain e Olivier Tallec,
Ed. Lapis

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