23 apr 2016

Che cos'è un bambino -Beatrice Alemagna

Ci sono bambini che considerano la nanna una perdita di tempo, che hanno come hobby il lancio di cibo e posate, che tirano testate a muri e persone, che vanno in apnea per un pianto, che non lasciano a mamma neppure il tempo per la pipì, che vogliono stare sempre e solo in braccio, che sembrano conoscere unicamente la parola NO..
Alzi la mano la mamma che non si è sentita scoraggiata, che non ha vissuto come eterna e spaventosa una situazione di puro passaggio!

Molte delle cose che mi hanno preoccupata e stremata negli anni scorsi, sono volte al termine: ad oggi ce ne sono altre che- spero bene- passeranno, evolveranno. Stranamente, questa consapevolezza non aumenta la mia capacità di relativizzazione, né mi rende meno ansiosa, ma suppongo che questo faccia parte del mio modo di vivere la maternità.

La mia gufetta aveva un'avversione per la nanna. Ho letto di tutto, ho messo in pratica di tutto. Non c'era rituale della nanna che la addolcisse, non c'era giornata sfiancante che la sfiancasse, o rilassante che la rilassasse. Ore ed ore di letture serali, di canti, di silenzi manin-manina. Il bagnetto sì, il bagnetto no. Se la lasciavi sola, si intratteneva per ore senza dar segno di cedimento. Già mi vedevo, quindici anni dopo, ancora insonne e consumata, con le occhiaie fin sotto al mento. Oggi sono lieta di comunicare che la questione non mi riguarda più: le prime sere non potevo crederci, sono stata sul punto di interpellare il pronto soccorso, la guardia medica, i pompieri, la polizia, l'FBI e l'esorcista... Mia figlia aveva fatto pace con il sonno, contro ogni pronostico.

Ebbene sì, persino i cambiamenti, che sono la linfa vitale dei bambini, qualche volta ci spaventano: vorremmo avere sempre la situazione sotto controllo e la precisa consapevolezza di come procederanno le cose. Se il giorno prima il bambino era pacifico e il giorno dopo pare Godzilla, andiamo nel panico più totale.
I bambini non hanno filtri, esprimono le proprie emozione con forza e senza controllo. Spesso non le riconoscono, qualche volta se ne spaventano. Che cos'è quella sensazione che sembra stringere il petto, e che esplode così potente da non poterla gestire? Rabbia? Frustrazione? Tristezza? Angoscia? Gelosia? Non sanno come chiamarla né come contenerla. Certe loro esplosioni ci trovano impreparati, e ci lasciano spaesati, sconcertati, non ci ricordiamo cosa significhi essere bambini. Come guidare un bambino a riconoscere, accettare e gestire le proprie emozioni? E noi adulti poi, ne siamo davvero capaci? 

"Che cos'è un bambino?" di Beatrice Allemagna, è un libro che con delicatezza e sagacia, ci ricorda che un bambino "è una persona piccola": una persona, ecco la parola chiave! non un bambolotto, non una scimmietta ammaestrata, non un giocattolo. Una piccola persona  con le proprie inclinazioni, i propri desideri, i propri bisogni. Una persona con un incredibile potenziale, che crescerà, che cambierà, e che nel frattempo necessita di cura, di comprensione, di dolcezza, di dedizione e di rispetto. No, il libro non contiene magiche ricette per fare i conti con le loro (e le nostre) emozioni, ma aiuta a far pace con esse. Mio marito, alla prima lettura, ha concluso: "sarebbe da leggere tutte le volte che ci pare intrattabile".


Attenzione, perché il tempo scorre veloce, sembra l'avvertimento di questa pagina. Il nostro bimbo sarà piccolo solo per un po'. Godiamo di ogni istante, di ogni broncio, di ogni sorriso.
 
 
Giusto nel post precedente  ("Bisognerà"),  facevo riferimento alla stupefacente capacità dei bambini di esibirsi in mirabolanti balzi logici che sorprendono e ammaliano noi adulti.  E' un'abilità che l'esagerata consapevolezza e i piedi piantati saldamente a terra ci proibiscono di coltivare, ma che i bambini esercitano costantemente.


Relativizzare è importante. Quel che pare naturale a noi, per un bambino può essere un'assurdità, e viceversa. Perché soltanto il nostro punto di vista dovrebbe avere valore?
 
 
"I bambini vogliono essere ascoltati con gli occhi spalancati".


E se guardassimo il mondo coi loro occhi? 


E' così semplice venirsi incontro, qualche volta...


Che cos'è un bambino, Beatrice Alemagna
Ed Topipittori

Nessun commento:

Posta un commento