23 apr 2016

Il raffreddore di Amos Perbacco - Erin Stead e Philip Stead

C'è un libro che è un'ode alla gentilezza.

Le illustrazioni sono meravigliose, dettagliate, eseguite con cura e con sapienza, il tratto preciso e delicato.

C'è un signore, un uomo anziano, che a casa nostra ormai è di famiglia: lo riconosceremmo tra mille. La figura esile, il volto segnato dal tempo, l' espressione mite, lo sguardo gentile. Il naso aquilino, un po' di pancetta, le gambe sottili, le spalle ricurve. Ci sembra un uomo dai modi raffinati, diremmo che sia inglese, ne riconosceremmo persino l'andatura. Sì, Amos Perbacco non è uno qualunque.  I dettagli della figura definiscono un personaggio ben preciso, reale, e dolcissimo.
Amos, dicevamo, è un uomo di una certa età che comincia la giornata con il sorriso, che porta buffe pantofole, che fa colazione in solitudine e che indossa un'uniforme verde per andare al lavoro.

Dopo averlo accompagnato per qualche passo oltre la porta di casa, e dopo aver atteso l'autobus insieme a lui, scopriamo che Amos lavora presso lo Zoo.


E' un guardiano premuroso, sorridente, che intrattiene i propri amici animali rispettando le peculiarità e la sensibilità di ognuno.

Il pinguino è timido, Amos gli siede semplicemente accanto, senza forzarlo in alcun modo.
Il gufo ha paura del buio, Amos gli legge una storia al calar del sole.
Il rinoceronte ha la goccia al naso, Amos guarda caso ha sempre un fazzoletto a portata di mano.
Alla tartaruga piacciono le gare di velocità, pare che Amos non riesca mai a vincere.
L'elefante ama giocare a scacchi: Amos aspetta pazientemente che compia la propria mossa.


Si ha l'idea che si tratti di una routine giornaliera, tant'è che quando a un certo punto Amos viene costretto a letto dall'influenza, si percepisce chiaramente la preoccupazione degli amici animali, sorpresi dall'assenza del proprio amico.
Non si può proprio fare a meno di sorridere quando, voltando pagina, li si trova tutti e cinque in attesa alla fermata dell'autobus. Dove saranno diretti?

 
Ebbene, è tutto chiaro: Amos avrà al suo capezzale cinque amici fidati, che sapranno prendersi cura di lui replicando le premure di cui erano stati destinatari.
Sono piccoli gesti che che dimostrano attenzione verso l'altro: meglio non chiedere a un degente di fare una gara di corsa, si può però giocare a nascondino sotto le coperte. E dovendosi sedere timidamente accanto a qualcuno, perché non approfittarne per scaldargli i piedi infreddoliti?




Come si può ben immaginare, Amos si riprenderà prestissimo.





Questa è una storia semplice, essenziale, ed è difficile trasmetterne il valore e la bellezza attraverso una recensione.
Come dicevo, le illustrazione di Erin Stead sono a dir poco favolose: delicate, raffinate, dettagliate.
Il tratto sottile, le ombreggiature e la trama del disegno danno un tocco retrò.
Molto buffo il palloncino rosso che accompagna il pinguino, carinissimi l'uccellino e il topolino che ogni tanto entrano a far parte delle tavole senza interferire col racconto. Davvero dolce l'idea che Amos dorma ancora con il proprio orsetto di peluche.


La storia, tenera e simpatica di per sè, si fa veicolo di un messaggio importante: la gentilezza e la cura per l'altro fanno bene al cuore, rasserenano.
Non solo: mi sembra che passi chiaramente anche l'idea del rispetto per l'individualità. Ognuno ha le proprie peculiarità, le proprie propensioni, le proprie paure, le proprie convinzioni, i propri bisogni. Essere gentili significa tenerne conto, essere sensibili alla personalità e agli stati d'animo altrui.

Ho ribadito spesso l'idea dell'eleganza e della raffinatezza legate a questo libro.
Credo che in realtà sia l'anima di Amos Perbacco ad essere elegante, leggiadra, e credo che le illustrazioni ne siano una proiezione riuscitissima.


IL RAFFREDDORE DI  AMOS PERBACCO
di Erin Stead e Philip Stead
Ed. Babalibri


Nessun commento:

Posta un commento